sabato 29 giugno 2019

San Pietro apostolo


Il tuo cuore, Simone, ti ha portato
ad attendere fervido il Messia,
fino a che sul Giordano lo hai incontrato
lungo la via.

Giovanni battezzava. Tuo fratello,
come te suo discepolo, gli sente
annunciare d'un tratto: «Ecco l'Agnello
del Dio Vivente!».

Lasciate tutto e andate. È lui, il Signore:
le profezie s'adempiono. È lo stesso
Gesù che vuole farti pescatore
d'uomini. Adesso

Cefa è il tuo nome, è Pietro: sopra questa
roccia edificherà la propria Chiesa
il Salvatore. Non varrà protesta,
violenza, offesa

delle porte degli inferi. A te affida
il collegio apostolico: i cristiani
sanno che sei il vicario loro guida.
Nelle tue mani

hai le chiavi del regno in terra e in cielo.
Secondo la parola del Risorto
hai predicato ovunque il suo Vangelo,
finché sei morto

come il tuo Redentore sulla croce
a Roma, per comando di Nerone,
nella prima terribile feroce
persecuzione.

Ora sei con Gesù, nessuna cosa
mai ti separerà dall'infinita
gioia del Paradiso, la gloriosa
e vera vita.

Casalecchio di Reno (Bologna), 29 giugno 2019
Sono le parole del Signore a fondare l’autorità del principe degli apostoli, già dal momento in cui muta il suo nome da Simone a Cefa, ossia Pietro (Betsaida I sec. D.C. – Roma 67 d.C.): «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del Regno dei Cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Mt 16, 18-19). È Andrea, fratello di Pietro, a incontrare per primo Gesù, quando sente dire da Giovanni il Battista: «Ecco l’Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo» (Gv 1, 19). Ed è sempre Andrea che va a dire a suo fratello Simone che ha incontrato il Messia. Da quel giorno in avanti non smetterà di seguirlo. Il suo cuore è grande e ama veramente Gesù, anche se nel momento supremo della Passione, vinto da paura, rinnega tre volte il Maestro. Eppure il Risorto, sul lago di Tiberiade, gli chiede se lo ama più di tutto, se lo ama, se gli vuole bene. E Pietro, addolorato per la triplice domanda, risponde sempre sì, che fa eco a un altro sì, quello della Vergine. È in quel momento che Gesù ribadisce la funzione del capo degli Apostoli di essere pietra e guida della Chiesa nascente che di lì a poco avrebbe ricevuto il Paraclito, lo Spirito Santo di verità e di consiglio. Dopo la Pentecoste Pietro rimane il pescatore che era prima di incontrare il Messia, ma è pescatore di uomini. Il suo apostolato in tutto il Mediterraneo è instancabile, fino a giungere nella grande Babilonia del tempo, Roma, in cui viene incarcerato e subisce il martirio durante la persecuzione di Nerone. Memore di aver rinnegato Cristo, nell’istante in cui deve essere crocifisso, chiede di subire la crocifissione a testa in giù, perché non si sente degno di uguagliarsi al Signore. È così che Pietro assolve il suo compito di vicario in Terra di Cristo, è così che diviene il primo papa. Il suo ministero sta al fondamento della Chiesa universale, della Chiesa cattolica ed è giusto, pertanto, ricordarlo, onorarlo e pregarlo.

Copyright testi(C) Federico Cinti 2019 
Immagine: Santino raffigurante la statua di San Pietro a Roma - da raccolta privata

venerdì 28 giugno 2019

Sacro Cuore di Gesù


Il tuo cuore, Gesù, simile a lampada
animata da fiamma inestinguibile
sfolgora della luce indefettibile
del tuo sguardo amorevole;

sul tuo cuore, Gesù, s’erge il patibolo
della croce con cui hai redento gli uomini,
offrendoti a Dio Padre in sacrificio
d’amore ineguagliabile;

nel tuo cuore, Gesù, noi siamo liberi
dalle insidie del male, dai pericoli
del mondo, in esso c’è il nostro rifugio
e la nostra letizia;

dal tuo cuore, Gesù, sgorgano limpidi
acqua e sangue, lavacro d'un battesimo
nuovo per la tua Chiesa, corpo mistico
che cerca il tuo consiglio;

dalle mani e dai piedi le tue stimmate
ci rendono, Gesù, sempre visibile
l’immensa carità della tua grazia
con cui ci sani l’anima;

accoglici, Gesù, tra le tue braccia
aperte nella gioia senza limiti
del cielo assieme al Padre e al Santo Spirito
nei secoli dei secoli.

Casalecchio di Reno (Bologna), 28 giugno 2019 
Dovremmo tutti avere il coraggio di porre, come san Giovanni apostolo ed evangelista durante l’ultima cena, il nostro capo sul cuore di Gesù e allora scopriremmo l’immensa passione del nostro Redentore per gli uomini, troveremmo la sua carità ardente come fiamme vive e vivificatrici e non temeremmo più nulla. In una delle sue visioni è santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690) a rivelare questo mirabile mistero dell’amore di Gesù per noi, per tutti noi. Proprio da quelle visioni, durate diciassette anni, proprio da quell’intenso desiderio di contemplare sempre di più il divino amore del Salvatore attraverso il suo cuore, è stata istituita la festa del Sacro Cuore di Gesù e si è cominciato a rappresentare il cuore su un trono di fiamme ardenti, circondato da una corona di spine, che altro non sono se non i nostri peccati, e sormontato dal vessillo della Croce della nostra salvezza; allo stesso modo, Cristo si presenta sfolgorante di gloria con le piaghe nelle mani e nei piedi. È il cuore colpito in croce dalla lancia a inondare il mondo di sangue e acqua in un nuovo battesimo, è il Signore che attraverso la contemplazione del suo cuore toglie dal petto degli uomini il cuore di pietra e mette loro un cuore di carne, capace di aspirare alla grandezza di Dio, che ha plasmato l’umanità a sua immagine e somiglianza. Per questo è giusto sempre, e in particolare oggi, fermarsi e soffermarsi in adorazione davanti al Cuore di Gesù che ci aspetta e ci chiama con amorevole insistenza.
Copyright testi(C) Federico Cinti 2019
Immagine: Santino del Sacro Cuore - Re e centro di ogni cuore - da raccolta privata 

domenica 2 giugno 2019

Ascensione del Signore - Anno C - (Letture: At 1,1-11; Sal 46; Eb 9,24-28; 10,19-23; Lc 24,46-53)


Ha dovuto soffrire sulla croce
un tremendo patibolo il Signore,
ha dovuto patire in modo atroce
Cristo il suo sacrificio per amore,

ma ora tutto è compiuto: la sua voce
ha detto che verrà il Consolatore
in mezzo a noi nel correre veloce
del tempo come balsamo del cuore.

Gesù a Betania si è levato in cielo
per tornare alla destra della gloria
del Padre eterno oltre ogni umano velo,

comandando che i suoi lungo la storia
del mondo proclamassero il Vangelo
della vita con vigile memoria.

Casalecchio di Reno (Bologna), 2 giugno 2019
Quaranta giorni dopo la Pasqua il Risorto raduna i suoi e dice loro di non avere paura, anche se è arrivato il momento del suo ritorno al Padre: come un giorno, infatti, era disceso, nel momento più grande della storia degli uomini, quello della sua incarnazione, ora è giunto per lui il momento di ascendere al di là dei cieli, nell’eternità di Dio, perché Dio egli stesso, per dare corso a un’umanità nuova. Ai pescatori d’uomini, ai discepoli sua prima famiglia, agli inviati ad annunciare il Vangelo per la costruzione del Regno Gesù promette il Consolatore, lo Spirito Paraclito che sosterrà gli operai nella vigna del Signore. Per questo, anche se il distacco è un momento doloroso, nondimeno è necessario per il corso della storia: Gesù si è svuotato fino alla morte e alla morte di croce. Quel passaggio ha annientato la fragilità della sua natura umana, che condivideva con noi, per rigenerarla a vita nuova. Così nasce la Chiesa, non nel ricordo nostalgico di chi non c’è più, ma nell’attesa feconda di ritornare a quella condizione di originaria pienezza, pensata nel momento aurorale, nella operosità di chi si mette a servizio nella vita attiva e contemplativa. Non a caso, i discepoli, dopo aver visto a Betania Gesù ascendere al cielo, tornano a Gerusalemme, dove rendono continuamente grazie in preghiera e in azioni di carità. Questa, quindi, è la nostra vita e la nostra missione, quella che il Risorto ci affida nel ritorno al cielo. Il tempo si è fatto breve: vi è un’urgenza di compiere la volontà del Padre nel nome santo di Gesù.
Copyright testi(C) Federico Cinti 2019
Immagine: di Giotto, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=94640 -                                fonte:Wikipedia

sabato 1 giugno 2019

Santa Lia martire

Madre e moglie esemplare, testimone
della fede in Gesù, nostro Signore,
senza paura, fino all’effusione
del sangue solamente per amore,

Lia, della verità, nell’oblazione
pura, con gioia, in umiltà di cuore,
della tua vita per l’elevazione
al cielo, per la santificazione,

contro un mondo talvolta dissennato,
avido di potere, di memoria,
smarrito in uno spazio limitato,

ora, al di là del tempo, della storia,
vivi nel cielo limpido, beato,
assieme a Dio e ai suoi santi nella gloria.

Casalecchio di Reno (Bologna), 1 giugno 2019 
Quando i Saraceni perseguitano i cristiani in Lucania, ritenendo inaccettabile la fede in Cristo e nella sua Chiesa, anche Lia assieme al marito Stefano e ai figli viene brutalmente martirizzata. In questo modo, la testimonianza di una madre e di una moglie esemplare diviene modello ancora attuale per la nostra devozione, in un’epoca di divisione e di intolleranza religiosa come è quella in cui viviamo. Non bisogna temere, non bisogna avere paura, anche se il nemico sembra più forte: chi uccide in nome di un fanatismo o di un’ideologia non può vincere, non può sopravvivere nella memoria. Lia, invece, rimane, il suo nome resta per la nostra edificazione e la nostra crescita spirituale. Oggi altri sono gli idoli da combattere, altre sono le fedi cui resistere, come il relativismo o la pretesa autosufficienza dell’uomo rispetto a Dio e al prossimo. Il martirio oggi consiste nella difesa della fede in Cristo attraverso la speranza e la carità per combattere la buona battaglia, senza armi se non quelle dello Spirito. Non siamo soli, infatti, perché il Consolatore promessoci da Gesù, il Paraclito ci accompagna, come ha accompagnato Lia, il marito e i suoi figli cinque secoli fa.

Copyright testi(C) Federico Cinti 2019
Immagini: 1) Santa Lia - quadro a telaio con perline di cristallo - da www.livemaster.com
                    2) Palma e Croce, simboli del martirio - da: gruppo3millennio.altervista.org          Google immagini