domenica 21 ottobre 2018

Nella ventinovesima domenica del tempo ordinario



Il giudizio di Dio non è il giudizio
degli uomini, il potere del Signore
non è nell’oppressione, è nel servizio
lieto degli altri in umiltà di cuore,

la grandezza di Cristo è l’esercizio
giorno per giorno del più vero amore
per il prossimo, senza invidia o vizio,
a immagine del nostro Salvatore,

fattosi umile e obbediente: nel suo regno,
nel regno di Gesù, re della storia,
il cui trono è una croce, un vile legno,

primo sarà non chi dimostra boria,
ma chi si sente solo un servo indegno
dinanzi al suo padrone e alla sua gloria.

Casalecchio di Reno (Bologna), 21 ottobre 2018
Erano in cammino verso Gerusalemme, città in cui Gesù aveva detto che sarebbe stato glorificato. Già, alle volte i Dodici nei Vangeli si mostrano proprio uguali a noi, oggi, quasi che due millenni di storia altro non dimostrino che c’è sempre bisogno di richiamare alla nostra memoria quel che siamo. E proprio quando il Signore ricorda ai suoi il motivo di quel viaggio, Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, che in altre circostanze sono anche ricordati come i figli del tuono per il loro carattere esuberante, si fanno coraggio e chiedono al Maestro ciò che mai avevano osato chiedere, ossia di poter partecipare della sua gloria sedendo uno alla sua destra e uno alla sua sinistra. Già, come se la gloria di Gesù fosse l’instaurarsi di un regno nel mondo, come tanti ne esistono, ed essere al suo fianco significasse poter governare ed essere potenti. Ma la gloria di cui parla Gesù è un’altra cosa e passa attraverso il servizio del Padre e dei più umili, quelli che sono bisognosi e che formano la Chiesa, la vera Chiesa di Dio. ebbene, anche oggi siamo così, anche io mi sento così, nel continuo desiderio di mettere in mostra le mie capacità e le doti che mi sono state date. E invece no, bisogna imparare a entrare nell’ottica di Dio, che ribalta tutti i paradigmi umani e instaura una vera e propria giustizia. Non devono esistere bisognosi, perché ognuno di noi può aiutare gli altri e tutti noi siamo in fondo bisognosi gli uni dell’aiuto degli altri. Insomma, non è facile, perché è una medicina amara quella che ci guarisce dalle nostre bassezze, ma questa è l’unica strada per rendere la nostra vita e il mondo un po’ migliori rispetto a quel che sono adesso.  
Copyright testi(C) Federico Cinti 2018 
Immagine: Photo by Aaron Burden on Unsplash


 

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