giovedì 9 agosto 2018

Di mezzo agosto



E il giorno si fa trita
trama di vecchie cose
lungo la via infinita
di strade polverose,

immagine sbiadita
d’azioni silenziose
sfumate tra le dita
fragili, frettolose,

e il giorno si fa vuota
assenza nel pallore
fisso nell’ora immota,

si fa muto languore
a piombo sull’ignota
vertigine del cuore.

Casalecchio di Reno (Bologna), 9 agosto 2018



Chissà se capita solo a me di avere la sensazione che questi giorni d’estate non passino mai, fissi in una sorta d’immobilità infinita, mentre il sole langue per l’aria fino alla sua agonia nella sera. Eppure tutti i giorni di quest’estate mi paiono così, come ammalati d’una malinconia impalpabile, in cui ogni gesto, anche piccolo, ogni azione si fa rito perenne, mentre le strade del quartiere restano vuole e silenziose, quasi senza una vita apparente nell’invisibilità. E la voce è quella del vento, che soffia lontano, è quella delle cicale, che friniscono cantando un loro poema antico, è quello delle moto che sfrecciano nel vuoto in un attimo di ritorno alla normalità, se così si può chiamare. E il pomeriggio indugia tra queste quattro stanze a leggere qualcosa, ad ascoltare discorsi altrui, ma senza senso. E penso, e penso a mille cose, a ciò che avrei voluto essere e non sono, a ciò che avrei voluto fare e non ho fatto. E tutto mi resta sospeso, come irrisolto fino a domani, fino a un altro giorno che, credo, sarà uguale a questo. Ed è l’estate.
 
Copyright (C) Federico Cinti 2018
Immagine:foto di A.M. 

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