giovedì 22 febbraio 2018

A rifletterci un poco

Eppure passa il tempo, anzi è passato
senza lasciare traccia, indifferente,
come se non ci fosse quasi stato,


eppure già s'approssima la notte
dalle ombre cupe, dalle luci spente
tra fitte ali di sogno ininterrotte,


in cui tutto s'annulla, in cui smarrita
si complica la via senza ritorno
col filo ininterrotto tra le dita
del labirinto esanime del giorno.


Casalecchio di Reno  ( Bologna), 22 Febbraio 2018


Dico che, alle volte, non ci si dovrebbe nemmeno pensare, anche se poi ovviamente è inevitabile. Sì, come si fa a evitare il pensiero del tempo che scorre, che fugge via inesorabile? Il tempo, poi, c'è perché ci siamo noi che lo pensiamo, come la figura nello specchio esiste solo perché la vediamo noi. E tra l'altro siamo noi. No, non è vero nemmeno questo: è la nostra immagine. Mi sembra di tornare a scuola, quando al muro erano appese le carte geografiche e si leggeva che l'una era l'Italia, l'altra l'Europa... ma non era vero. Tempo e spazio, allora, piani che s'intersecano. E mi sono smarrito in un labirinto con il solito filo tra le dita, un filo che tuttavia nessuno tiene all'altro capo. Chissà, forse è solo tempo di dormire, di non interrogarsi all'infinito sul buio, perché anche il buio non esiste, come dice Anselmo Paleari ad adriano Meis. O meglio esiste solo perché accendiamo la luce... ma anche la luce c'è, se possiamo accenderla. Insomma, un bel guaio riflettere di notte...

Copyright (C) Federico Cinti 2018

Immagine: Google Immagini

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